Le avventure in Abruzzo di cinque cicloviaggiatori

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cicloturismo viaggio in bici in Abruzzo
cicloturismo viaggio in bici in Abruzzo

Tra fine maggio e inizio giugno, gli amici di ibikehere Gianni, Fabio, Roberto, Manuel ed Ennio sono scesi in Abruzzo per intraprendere un avventuroso viaggio in bici di 10 giorni!

Seguiamo insieme quotidianamente il loro racconto:

 

Giorno 1_lunedì 28 maggio

Pescara – Tocco da Casauria (PE)_63 km, 960 m di dislivello

“Levataccia mattutina e partenza alle ore 6.00 da Padova. Arrivo a Pescara alle ore 12.00 e poi in sella fino a Tocco da Casauria (330 m di altitudine). La periferia di Pescara ci delude: le strade sono coperte di buche e le piste ciclabili scarseggiano. Dopo qualche km compare un segnale di divieto per bici… Ci mancava!

Proseguiamo fino alla Basilica del Volto Santo a Manopello. È presente una reliquia costituita da un velo che raffigura il volto di Cristo. Poi per strade secondarie proseguiamo fino a quando ci siamo persi su una carrareccia tra rovi, ginestre e impronte di cinghiale. Decidiamo di scendere alla meno peggio attraversando un campo di frumento, nella speranza di non venire notati dall’agricoltore! Poi qualche ripida rampa percorsa a piedi con bici a spinta. Dulcis in fundo, siamo costretti a guadare piedi scalzi un fiumicello.

Superiamo Torre de Passeri e giungiamo finalmente a Tocco da Casauria, al B&B Masseria di Villa Giulia. La gentilissima proprietaria ci accompagna al ristorante La Corte del Tempo, dove finisce la nostra giornata con ottimi piatti abruzzesi.

Domani la tappa forse più dura del tour fino a Roccaraso passando per il Passo San Leonardo.”

 

Giorno 2_martedì 29 maggio

Tocco di Casauria (PE) – Roccaraso (AQ)_77 km, 1885 m di dislivello

“Tappa dura ma meritevole. Giornata col giallo in sempre in evidenza, dalle ginestre di Tocco di Casauria, ai maggiociondoli (una sequenza mai vista!) del Passo San Leonardo. Il maggiociondolo è uno dei simboli del Parco Nazionale d’Abruzzo.

Il sole è rimasto con noi fino a Passo San Leonardo (1280 m). Poi tuoni e fulmini con relativo temporale fino a quasi Roccaraso. Il percorso si sviluppa su strade secondarie, alcune di queste chiuse al traffico veicolare per manutenzione. Quattroruote praticamente assenti… sembra un altro pianeta! Incrociati due caprioli che salgono verso la Maiella incuranti di noi umani. Una volpe si accorge del nostro arrivo all’ultimo momento e si nasconde furtiva sul lato destro della strada. Arriviamo a Roccaraso, all’Hotel Holidays alle ore 18.30, stanchi e fradici di gioia. Cena tipica abruzzese con super porzioni (forse ci hanno visti un po’ pallidi!). Idratazione con Montepulciano d’Abruzzo e Trebbiano.

Domani rotta verso Pescasseroli. È previsto ancora maltempo ma… Abruzzo comunque stupendo!”

 

Giorno 3_mercoledì 30 maggio

Roccaraso (AQ) – Pescasseroli (AQ)_65 km, 860 m di dislivello

“Percorso fisicamente più leggero di ieri ma molto interessante per i paesi attraversati: Castel di Sangro, Alfedena, Barrea, Villetta Barrea, Opi, Pescasseroli.

A Castel di Sangro, città della pesca a mosca, incontriamo Franco, un simpatico handbiker che ci da qualche informazione per raggiungere un meccanico. Una bici ha problemi con un freno e viste le discese che dobbiamo affrontare, è meglio sostituirlo. Ci indirizza al Bike Store Mancini di Alfedena. Negozio stupendo con annessa officina. Si prende cura della bici Daniel, un simpatico ed abile equadoriano in Italia da qualche anno. Sostituzione V-brake, centratura ruota, un vivo ringraziamento e si riparte lungo un argine del Sangro. Fondo un po’ difficile con slalom tra pozzanghere gigantesche.

Abbandoniamo il Sangro e attraversiamo sul pavé Villa Scontrone, un borgo tranquillo dove  si sentono i grilli in sottofondo. Iniziamo la salita verso Barrea ma ci accorgiamo che la nostra strada è vietata a cicli e motocicli. Non avendo strade alternative, proseguiamo. Transita anche un motociclista e un’auto dei carabinieri. Nessuno dice nulla e allora avanti. Ma il tempo è cambiato, il sole si è nascosto e puntuale come una tassa arriva un temporale che tra uno scroscio e l’altro ci accompagnerà a destinazione.

Dopo essere entrati nell’area del Parco Nazionale d’Abruzzo, arriviamo a Barrea, bellissimo paese sovrastante l’omonimo lago. Proseguiamo, sempre più umidi, verso Opi, uno dei più bei borghi d’Italia. Una grandine fine ma fittissima ci accompagna fino alla parte più alta e storica del paese. Siamo stanchi e di nuovo fradici ma Opi val ben una “lavata”: borgo medievale e panoramicissimo. Scendiamo sulla statale e dopo 6 km eccoci arrivati  Pescasseroli, paese frequentato sia d’inverno per lo sci che d’estate.”

 

Giorno 4_giovedì 31 maggio

Pescasseroli (AQ) – Avezzano (AQ)_65 km, 434 m di dislivello

“Primo giorno senza una goccia di pioggia: bellissima giornata asciutta e fresca. All’Hotel Bucaneve ci hanno trattati molto bene; dopo un’abbondante colazione salutiamo Svetlana, concordando con lei un prossimo tour a Sofia in Bulgaria. Passiamo per Pescasseroli vecchia, bellissimo paese dove nel 1922 è stato inaugurato il Parco Nazionale D’Abruzzo “sorto per la protezione delle silvane bellezze e dei tesori della natura”.

Con dolce salita giungiamo al passo di Gioia Vecchio e in discesa, sempre accompagnati da ginestre e maggiociondoli in fiore, ci avviciniamo a Gioia dei Marsi. Sullo sfondo la ferace piana del Fucino contornata da bellissime montagne. Passiamo Gioia dei Marsi, ricostruita dopo il terribile terremoto del 1915 che ha colpito tutta la piana. Una signora ci consiglia di visitare i borghi di Ortucchio, Trasacco e Luco dei Marsi, luoghi dove il terremoto ha lasciato in piedi alcune meritevoli costruzioni medievali.

A Ortucchio Manuel ha un piccolo infortunio ad una gamba. Per fortuna anche quest’anno abbiamo in squadra l’infermiere Roberto ma il meccanico Tiziano, nostro team leader, causa impegni è rimasto a Padova. Siamo quindi “coperti” per la parte anatomica e scoperti per quella ciclistica. Ci avviciniamo ad Avezzano fiancheggiando l’enorme Cartiera Burgo. Ai lati qualche rudere di archeologia industriale. Qualche struttura – una sembra un enorme camino – è già stata recuperata per uso civile. Dopo qualche km arriviamo ad Avezzano, meta della nostra tappa. Domani andremo a L’Aquila ma non abbiamo ancora deciso tutto il percorso.”

 

Giorno 5_venerdì 1 giugno

Avezzano (AQ) – L’Aquila_65 km, 1122 m di dislivello

“Partenza da Avezzano con sole e temperatura notevole. Saliamo verso il valico La Maina (1116 m di quota). Dobbiamo scegliere se mantenere il percorso su asfalto o provare una variante sterrata che sale sul fianco del Monte Magnola. Consiglio di gruppo e si decide di provare la variante sterrata. Siamo all’interno del Parco dei Monti Velino e Sirente. Panorami stupendi, giornata bellissima ma la variante è tosta e in più punti morde i muscoli fino farti scendere di sella e proseguire a piedi. Sono quasi 5 km di sofferenza. Superiamo il punto più alto vicino al Rifugio Piero Concia.

Iniziamo a scendere su fondo migliore. Tra il giallo dei maggiociondoli si intravede il paesino di Ovindoli. Superate le piste da sci della Magnola scendiamo fino a Rovere, un incredibile borgo del parco Sirente Velino, adagiato sul fianco di una collina. Case e strade hanno mantenuto l’aspetto originale e questo lo rende una perla da salvaguardare. Superiamo Rocca di Mezzo e Fontavignone e poi giù in bella discesa fino a  L’Aquila. Sullo sfondo i Corni Piccolo e Grande del Gran Sasso d’Italia. Saliamo alla fantastica Basilica di Santa Maria di Collemaggio, recentemente restaurata dopo il terremoto del 2009. Attraversiamo il centro storico della città ancora invaso da gru e ponteggi, per terminare il nostro percorso all’Hotel Magione Papale, un nome aristocratico che chissà quali sorprese ci riserverà.”

 

Giorno 6_sabato 2 giugno

L’Aquila – Campo Imperatore (AQ)_50 km, 1824 m di dislivello

“Percorso tanto semplice nel suo svolgimento quanto impegnativo per il dislivello. Fino a Fonte Cerreto, da cui parte la funivia per Campo Imperatore, la strada è in leggera salita ma poi si impenna. Incredibile la piana di Campo Imperatore. Da Fonte Cerreto a Campo Imperatore impieghiamo 3 ore e mezza. Pantani nel 1999 ci è arrivato in 58 minuti con una media di 28 km/h… grande!

Lasciata la bici e le borse all’Ostello Campo Imperatore Lo Zio, dove pernotteremo, ci incamminiamo, non sazi di salite, al Rifugio Duca degli Abruzzi (2388 m); splendide visioni sul Gran Sasso e sui monti circostanti. Scendiamo all’ostello, doccia, cena frugale e tutti a nanna. Che bella giornata! W la vita!”

 

Giorno 7_domenica 3 giugno

Campo Imperatore – Penne (PE)_101 km, 1450 m di dislivello

“A metà della stupenda piana di Campo Imperatore deviamo a sud scendendo al borgo medioevale di S. Stefano di Sessanio. Ci fermiamo ad ammirare variopinti prati spontanei di papaveri e margherite.  Il borgo di Santo Stefano è ancora visibilmente ferito dal terremoto del 2009 ma conserva il suo fascino grazie anche ai lavori di ricostruzione.

Saliamo poi alla  Rocca Calascio,  famosa per la location del film Ladyhawke del 1985. Dobbiamo risalire alla piana passando per Castel del Monte. Scolliniamo al valico Passo la Serra (1600 m), poi giù in bella discesa fino a Rigopiano, tristemente noto per il tragico evento del gennaio 2017 dove persero la vita 29 persone. Passiamo Farindoli e, fiduciosi della traccia costruita a tavolino, ci imbattiamo in una strada non percorribile. Bici piene di fango e al limite della funzionalità. Qualcuno di noi deve fermarsi per togliere il fango. Chiediamo informazioni e poi proseguiamo esausti risalendo un ultimo colle per scendere finalmente a Penne al Fonte Nuova Penne  rooms & breakfast. Sono le ore 19.30; per oggi basta. Stasera arrosticini e domani ultima tappa.”

 

Giorno 8_lunedì 4 giugno

Penne (PE) – Pescara_43 km, 424 m di dislivello

“Dopo la piccola disavventura di ieri che ci ha costretti a chiudere la tappa esausti e infangati, la cena al ristorante Il Chicco Verde di Penne ci ha ben ritemprato (tante birre e tanti arrosticini!). Ottima colazione anche al Fonte Nuova Penne rooms & breakfast.

Carichiamo e controlliamo le bici per l’ultima volta. Partiamo verso Pescara consapevoli che i “giri di giostra” sono quasi al termine ma l’Abruzzo, anche oggi, ci regala indimenticabili paesaggi con piccoli paesi e dolci declivi coltivati a frumento, vigneti e uliveti. In lontananza s’intravvede ancora uno scorcio del Gran Sasso. Arriviamo al nostro parcheggio nei pressi dell’aeroporto di Pescara.

Caricate le bici sul carrello dell’auto iniziamo il viaggio di ritorno a Padova. Ripercorriamo nella memoria tutte le tappe cercando di dare una classifica ma per un motivo o per l’altro tutti gli otto giorni meritano ex aequo il massimo dei voti! W L’ABRUZZO e W LA VITA!”